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Scritto da Domitilla Melloni
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Thursday 01 July 2010 |
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Vimodrone, 30 giugno 2010
Gentile professore, sono passati quattro anni da quando abbiamo presentato una domanda "al buio" al liceo classico ***, scegliendo per il nostro figlio maggiore, Emanuele, una qualunque sezione, purché con lui potessero esserci i suoi amici, Simon e Maria Chiara. Quattro anni sono tanti, due cicli interi di ginnasio. Arrivati al buio, abbiamo trovato lei e i suoi colleghi. E' stato importante poter contare su insegnanti che raccogliessero il desiderio dei nostri ragazzi di prendere gradualmente le distanze da noi. La loro voglia di crescere e di diventare autonomi ha potuto appoggiarsi all'attenzione e alla passione che lei e i suoi colleghi avete offerto loro, dopo averne guadagnato la fiducia con un presenza autentica e una reale capacità di ascolto. Hanno potuto parlare con voi, ascoltare da voi, sperimentare la fatica della responsabilità senza mai essere schiacciati, disconosciuti o peggio umiliati, come purtroppo a volte capita a scuola. Così la loro apertura al nuovo, al bello, al giusto è cresciuta lentamente, secondo i tempi che sono propri dei ragazzi della |
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Scritto da Domitilla Melloni
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Friday 28 May 2010 |
Con Chiara Stoppa di Chiara Stoppa e Mattia Fabris DOMENICA 30 MAGGIO TEATRO RINGHIERA ORE 19 ( FESTIVAL SULLA COSTITUZIONE ) www.atirteatro.it La scoperta della malattia L'incontro della vita e della morte Per ridere e riflettere insieme Dalla presentazione di Chiara: Chissà com'è essere malati? Malati di tumore? Un giorno me lo chiesi. E poi... Quando i medici mi dissero che avevo pochi mesi di vita, iniziai a pensare a cosa dire ai miei amici, alle persone a me care, per un degno saluto. Poi decisi che era meglio alzarsi dal letto, era meglio stare meglio, era meglio vivere no? E...ad ogni modo, ora, dopo molto più che pochi mesi, sono qui. In piedi, con una storia da raccontare. E sono qui per questo. Scriverla per portarla in giro con me. Incontrare le persone. Tramite il teatro, che è il tempio dell'incontro. E poi è parte della mia vita. Nessun elisir di lunga vita, nessuna formula magica. La malattia come passaggio. Come un viaggio in una terra lontana. Un viaggio dal quale a volte si torna indietro. Almeno per me è stato così e, come scrive Carver in una sua poesia: "...è che te ne sono grata, capisci? E te lo volevo dire."
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Scritto da Domitilla Melloni
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Monday 03 May 2010 |
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Il libro che ho finito di leggere ieri sera è uscito in libreria dodici anni fa, ma io non me ne sono accorta fino a quando non ne ho incontrato, per caso, un brano citato in un altro lavoro. L'ho letto di un fiato. La vicenda è di quelle che incalzano, ma i temi che risuonano nelle pagine sono molti, tra quelli che più mi attraggono: la ricerca di sé, il rapporto tra genitori e figli con tutte le risonanze e le trasmissioni involontarie che lo contraddistinguono, la capacità e la volontà di guardarsi intorno cambiando prospettiva, scegliendo punti di vita "altri" rispetto a quelli usuali e rassicuranti, l'amore, l'impegno civile... E' stata una buona lettura, di cui propongo qui due piccoli assaggi: |
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