Antologia 
|
|
Qualcuno si faccia avanti… |
|
|
|
|
Scritto da Domitilla Melloni
|
|
Saturday 21 August 2010 |
|
Ancora nel pieno delle vacanze, ogni tanto vengo attraversata da pensieri che riguardano la ripresa. Amo il mio lavoro e so già che quando si ricomincerà ci saranno novità importanti ad attendermi. Le attendo anch'io, con un po' di trepidazione. Intanto, ritrovo le parole di Dina Vallino, a segnare la strada come pietre miliari: Qualcuno si faccia avanti..."La realtà del bambino è che egli è in contatto con un mondo di emozioni e idee che spesso non sa, non può o ha timore di esprimere. Questo ci ha portato al preconcetto che le idee non espresse corrispondano a un'assenza di pensiero: gravemente questo pregiudizio ha pesato nell'educazione dei bambini e nei nostri modelli della mente. Ritengo che una posizione del genere è già di per sé fattore di sofferenza psichica intensa perché espone il bambino all'isolamento, mentre ogni bambino anche quando il suo mondo di emozioni e idee non è strutturato per l'espressione verbale, si attende che qualcuno si faccia avanti per comunicare ciò che egli prova." Dina Vallino, Raccontami una storia, Borla, Roma 2005, p.72 |
|
|
Questa sera Wislawa Szymborska |
|
|
|
|
Scritto da Domitilla Melloni
|
|
Saturday 07 August 2010 |
UtopiaIsola dove tutto si chiarisce. Qui ci si può fondare su prove. L'unica strada è quella d'accesso. Gli arbusti fin si piegano sotto le risposte. Qui cresce l'albero della Giusta Ipotesi con rami districati da sempre. Di abbagliante linearità è l'albero del Senno presso la fonte detta Ah Dunque E' Così. Più ti addentri nel bosco, più si allarga la Valle dell'Evidenza. Se sorge un dubbio, il vento lo disperde. L'eco prende la parola senza che la si desti e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi. A destra una grotta in cui giace il senso. A sinistra il lago della Profonda Convinzione. dal fondo si stacca la verità e lieve viene a galla. Domina sulla valle la Certezza Incrollabile. Dalla sua cima si spazia sull'Essenza delle Cose. Malgrado le sue attrattive l'isola è deserta, e le tenui orme visibili sulle rive sono tutte dirette verso il mare. Come se da qui si andasse soltanto via, immergendosi irrevocabilmente nell'abisso. Nella vita inconcepibile. (Wislawa Szymborska) |
|
|
Scritto da Domitilla Melloni
|
|
Monday 03 May 2010 |
|
Il libro che ho finito di leggere ieri sera è uscito in libreria dodici anni fa, ma io non me ne sono accorta fino a quando non ne ho incontrato, per caso, un brano citato in un altro lavoro. L'ho letto di un fiato. La vicenda è di quelle che incalzano, ma i temi che risuonano nelle pagine sono molti, tra quelli che più mi attraggono: la ricerca di sé, il rapporto tra genitori e figli con tutte le risonanze e le trasmissioni involontarie che lo contraddistinguono, la capacità e la volontà di guardarsi intorno cambiando prospettiva, scegliendo punti di vita "altri" rispetto a quelli usuali e rassicuranti, l'amore, l'impegno civile... E' stata una buona lettura, di cui propongo qui due piccoli assaggi: |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Pierre Hadot, immerso nel mondo |
|
|
|
|
Scritto da Domitilla Melloni
|
|
Saturday 23 January 2010 |
Con gli amici della Società di Analisi Biografica a Orientamento Filosofico, abbiamo programmato, per il nostro prossimo incontro, in febbraio, una lectio filosofica a partire dal testo di Hadot che riporto qui sotto. E', a mio parere, una delle pagine più belle del filosofo francese, nella quale la meraviglia e la filosofia nascono l'una dall'altra e si intrecciano aprendo la via alla trasformazione della percezione del mondo. Ieri sera, meditando con alcuni amici sullo stesso testo, non abbiamo potuto evitare la conseguenza più immediata di un tale cambiamento di percezione: trasformare il modo di percepire il mondo significa inevitabilmente trasformare il nostro modo di rapportarci ad esso, quindi significa adottare uno stile di vita che sarà necessariamente a sua volta trasformativo del mondo. Il mondo e la realtà che ci circonda sono in buona parte costruiti anche da noi, dipendono inestricabilmente dal nostro modo di percepirli. Il lavoro di cura di sé e di trasformazione di quella "emergenza del mondo" costituita da ciascuno di noi conduce a una inevitabile assunzione di responsabilità nei confronti di sé ma anche nei confronti di tutto ciò che ci circonda. Può essere qui, forse, la sola vera risposta alla deriva triste che sembra condurci a velocità sostenuta verso la perdita di solidarietà, l'affossamento senso civile, la più generale incapacità di comunicare e di riconoscerci vicendevolmente. Ecco il testo di Hadot: |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Domitilla Melloni
|
|
Saturday 28 November 2009 |
|
Questa è la trascrizione di un racconto che ho ascoltato il 2 dicembre 2006 dalla mia amica Chandra Candiani, alla quale vanno il mio affetto e la mia gratitudine anche per questa piccola favola. Da molto tempo un Angelo, in Cielo, ascoltava con attenzione i racconti che parlavano della Terra, di quanto fosse meravigliosa. C'era chi descriveva lo splendore delle cime dei monti illuminate dal sole, qualcun altro raccontava la morbida penombra delle foreste, altri ancora lo scintillio del sole che si rifletteva nel mare. Ma più di tutto i racconti parlavano del fascino e del mistero degli esseri umani. Pieno di curiosità, l'Angelo decise di andare a vedere di persona come fosse la Terra e come fossero gli uomini e ottenne il permesso di partire e di trattenersi per un anno. Quando arrivò, rimase conquistato da ciò che vedeva: le foreste, le montagne, il cielo visto dal mare... tutto era di un bellezza incantata. Ma più di ogni cosa, l'Angelo fu commosso dalla musica che sentiva circondare gli uomini e la loro anima. Il tempo trascorse velocemente e quando mancava ormai poco allo scadere dell'anno, l'Angelo seppe che quanto aveva conosciuto gli sarebbe rimasto nel cuore per sempre. Era dispiaciuto all'idea di dover lasciare ciò che aveva imparato a conoscere e capì che cera un solo modo per separarsi dalla Terra che tanto amava:
|
|
Leggi tutto...
|
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>
| | Risultati 1 - 9 di 13 |
|
|
|
Ho sempre inteso la filosofia come una metamorfosi totale della maniera di vedere il mondo e di vivere in esso Pierre Hadot |
|
|
|
Quanti siamo? |
|
Abbiamo 8 visitatori online |
|
Visite al sito |
|
Visitatori: 31826
|
|
|