|
Questa è la trascrizione di un racconto che ho ascoltato il 2 dicembre 2006 dalla mia amica Chandra Candiani, alla quale vanno il mio affetto e la mia gratitudine anche per questa piccola favola. Da molto tempo un Angelo, in Cielo, ascoltava con attenzione i racconti che parlavano della Terra, di quanto fosse meravigliosa. C'era chi descriveva lo splendore delle cime dei monti illuminate dal sole, qualcun altro raccontava la morbida penombra delle foreste, altri ancora lo scintillio del sole che si rifletteva nel mare. Ma più di tutto i racconti parlavano del fascino e del mistero degli esseri umani. Pieno di curiosità, l'Angelo decise di andare a vedere di persona come fosse la Terra e come fossero gli uomini e ottenne il permesso di partire e di trattenersi per un anno. Quando arrivò, rimase conquistato da ciò che vedeva: le foreste, le montagne, il cielo visto dal mare... tutto era di un bellezza incantata. Ma più di ogni cosa, l'Angelo fu commosso dalla musica che sentiva circondare gli uomini e la loro anima. Il tempo trascorse velocemente e quando mancava ormai poco allo scadere dell'anno, l'Angelo seppe che quanto aveva conosciuto gli sarebbe rimasto nel cuore per sempre. Era dispiaciuto all'idea di dover lasciare ciò che aveva imparato a conoscere e capì che cera un solo modo per separarsi dalla Terra che tanto amava:
"Non posso andarmene senza lasciare qualcosa. Voglio fare un dono alle prime quattro persone che incontrerò sulla via" - si disse. E si incamminò, verso la foresta. Per primo incontrò un uomo dal volto angosciato. - Sono un Angelo, gli disse, e voglio farti un dono: che cosa desideri più di ogni altra cosa? - Io desidero la pace dell'anima. Sono tormentato e afflitto, non posso conoscere tutto quello che desidero sapere e non riesco più a vivere in questo modo - rispose l'uomo. - Ma io credevo che la bellezza della conoscenza fosse proprio nella ricerca che continua sempre! - obiettò l'Angelo. - Non mi interessa, disse l'uomo, io voglio più di tutto che cessi questo tormento, voglio la pace e se tu poi darmela, ti prego regalamela. - Lo farò. - disse l'Angelo. Avvolse l'uomo nelle sue ali e subito l'uomo scomparve e al suo posto comparve una piccola mucca che pascolava nel prato. L'Angelo riprese il cammino e dopo qualche tempo incontrò un altro uomo. Anche a lui si presentò e gli chiese: - Che cosa desideri più di ogni altra cosa? Dimmelo e io te la donerò - . L'uomo, buio in volto, rispose: - Sono stanco perché nella mia vita, nonostante la mia intelligenza e la mia ragione non sono riuscito a vincere i sentimenti e spesso sono preda di violente emozioni, che mi lasciano sfinito. Vorrei tanto avere la purezza, priva del travaglio delle trepidazioni". - Ma io credevo che le emozioni fossero proprio quello che rende unica la vita dell'uomo! - obiettò l'Angelo. - Non mi interessa, rispose l'uomo. - Se puoi regalarmi la purezza, ti prego regalamela perché è quella e solo quella che voglio. - Te la donerò - disse l'Angelo. Avvolse l'uomo con le sue ali e subito questi scomparve. Al suo posto comparve un piccolo tempio, al centro del quale c'era un'unica, bellissima statua di marmo purissimo e freddo. Di nuovo l'Angelo riprese il cammino e dopo qualche tempo incontrò un altro uomo. - Sono un Angelo, gli disse, e voglio donarti ciò che tu desideri più di ogni altra cosa al mondo. Che cosa vuoi? L'uomo, affannato, gli rispose che aveva tanto cercato la perfezione, ma che non era riuscito a raggiungerla. - Se puoi, gli chiese, regalami la perfezione. - Sei sicuro di volere proprio questo? Io pensavo che il cammino dell'uomo lo portasse a migliorarsi continuamente! - rispose l'Angelo. - Non mi interessa, rispose l'uomo, se puoi darmi la perfezione, per favore, io vorrei proprio quella. - L'avrai, allora. L'Angelo lo avvolse con le sue grandi ali. Subito l'uomo scomparve e al suo posto non comparve nulla, perché non esiste al mondo alcuna creatura perfetta. Infine, l'Angelo incontrò un quarto uomo. Anche a lui offrì il suo dono: - Che cosa desideri più di ogni altra cosa al mondo? L'uomo sorrise all'Angelo e lo ringraziò: - Ti ringrazio, Angelo, per la tua generosità, ma io non ho bisogno di alcun regalo. Guardami: io sono felice così come sono. Ogni giorno posso essere grato di ogni respiro, posso guardare il sole che illumina le montagne, la penombra nelle foreste e la luce che brilla sul mare. Ogni istante mi offre un motivo per essere stupito e grato. Per questo ti dico grazie, ma non desidero nulla al mondo che già non abbia. Dopo questo incontro l'Angelo tornò in Cielo, dove trovò Dio ad accoglierlo. - Dove sei stato, Angelo? - gli chiese il Signore. - Sono stato sulla Terra. L'ho trovata bellissima e non ho potuto lasciarla senza fare un dono agli ultimi quattro uomini che ho incontrato. Il Signore trovò che quella del dono fosse una buona idea, quindi chiese all'Angelo: - E tu, Angelo, dimmi: che cos'è che tu desideri più di ogni altra cosa? L'Angelo si fermò un istante a riflettere e poi rispose: - Io, Signore, desidero essere come il quarto uomo.
|