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Scritto da Domitilla Melloni
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Friday 10 April 2009 |
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Difficile, quest'anno, trovare parole augurali, mentre la distruzione, il dolore e lo smarrimento si mostrano, una volta di più, in tutta la loro crudezza. Lo spettacolo impressionante di centinaia di bare allineate nella cornice desolata di interi paesi sbriciolati rimarrà a lungo nei nostri occhi e nei nostri pensieri. E richiamerà altre immagini di dolore, morte, devastazione che, se solo alziamo un po' gli occhi dalle nostre quotidianità, balzano prepotentemente allo sguardo. Non resta che scegliere le parole di altri. Ho scelto Rilke, per questa Pasqua: il gesto misurato, ineffabile e solo accennato, la cui immensa delicatezza è capace di risanare il dolore. Auguri a tutti, di rinascita e di speranza. |
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Meraviglia e trasformazione: la ragazza che non voleva inginocchiarsi |
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Scritto da Domitilla Melloni
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Friday 20 March 2009 |
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La lettura, qualche anno fa, del diario e delle lettere di Etty Hillesum ha lasciato in me un segno durevole. L'incontro con la sua profonda spiritualità è all'origine di una rilettura della sua storia, nel tentativo di rintracciare in essa spunti per un rinnovamento degli esercizi e delle pratiche filosofiche che costituiscono la mia ricerca costante. Filo conduttore della meditazione, ancora una volta, l'esercizio dell'attimo presente, che conduce alla meraviglia intesa non tanto e non solo come punto di partenza di una ricerca epistemologica, quanto e soprattutto come approdo etico, frutto della ritrovata capacità di prendersi cura di sé.
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Scritto da Domitilla Melloni
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Wednesday 10 September 2008 |
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Ricordo Gabriella come la compagna meno "gettonata" del liceo: magrissima, enormi denti sporgenti, capelli lunghi e un po' sfibrati, vestiva sempre in un modo strano, come se venisse da un tempo "altro", anche se non era facile capire da quale. A scuola era la più brava, ma non parlava quasi mai, con nessuno. Solo ogni tanto, quando qualcuno faceva una battuta, la vedevamo ridere di un riso piccolo e silenzioso, ma irrefrenabile, tutto sussulti timidi e allegri. Fin dalla quarta ginnasio sapevamo che sua madre era molto malata: continui ricoveri in ospedale, cicli pesantissimi di chemioterapia uno dopo l'altro, condizioni che andavano peggiorando di giorno in giorno. Lei, sua sorella più piccola e suo padre si occupavano di tutto, senza lamentarsi mai. Noi compagni di scuola eravamo molto imbarazzati per questa situazione e non ne parlavamo volentieri: l'unica a chiederle rare notizie della mamma ero io, costretta a farlo dai lunghi viaggi in autobus che facevamo insieme.
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Ho sempre inteso la filosofia come una metamorfosi totale della maniera di vedere il mondo e di vivere in esso Pierre Hadot |
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